Stiamo ultimando il primo ciclo di interviste di selezione per il Winter Batch 2016 di 42Accelerator.

50 interviste di mezz’ora ciuscuna, sono 25 ore. In alcuni casi ho avuto l’impressione che quella mezz’ora, per voi, fosse a sua volta il risultato di 25 ore di preparazione. Quanta energia! Come dice il mio socio Alberto Giusti, è uno dei periodi più emozionanti dell’anno, e siamo solo all’inizio.

L’unico rammarico è stato usare porzioni di questo tempo per rispondere ad alcune domande molto molto simili tra loro. La più comune è stata:

Cosa succede dopo il programma di accelerazione?

Ne approfitto per fugare 2 falsi miti che riguardano ‘il dopo’:

1. Voi vi liberate di noi: a.k.a. alla fine del percorso di accelerazione c’è la famosa exit

2. Noi ci liberiamo di voi: a.k.a. alla fine del percorso di accelerazione verrete lasciati a voi stessi

Falso mito #1 – alla fine del percorso di accelerazione c’è la famosa exit

L’exit è quell’evento di carattere finanziario (quotazione, acquisto, ..) così rilevante per l’azienda da motivare l’uscita dal suo capitale sociale da parte di investitori early stage (che hanno investito, cioè hanno acquisito quote del capitale sociale, quando era ancora startup).

La storia di acceleratori molto più blasonati di 42xxl racconta di exit che in media avvengono dopo 7 anni dalla fine del “percorso di accelerazione”. La ragione è che prima della exit, devono accadere generalmente altre cose, tra cui:

A. la validazione di tutto il vostro modello di business (IRL9)

B. la trasformazione della vostra startup (gruppo di persone il cui obiettivo è validare un nuovo modello di business) in una vera e propria azienda (organizzazione strutturata il cui scopo è eseguire un piano di sviluppo)

C. la qualificazione della suddetta azienda come organizzazione che, nonostante quest’irrigidimento, ha nel DNA la capacità di crescere globalmente, innovando (questo tipo di consacrazione la può dare solo il mercato ed è necessario raccogliere un po’ di numeri per validarla)

D. la raccolta di minimo 2 cospicui round di finanziamento per conseguire i traguardi di cui sopra.

Il fatto che tutto ciò accada in meno di 7 anni ha del miracoloso, ed è per questo siamo così concentrati nell’allenare ogni muscolo del vostro cervello perchè agisca implacabilmente in quella direzione.

Quindi NO, alla fine del percorso di accelerazione non c’è l’Exit.

mith reality

Falso mito #2 – alla fine del percorso di accelerazione verrete lasciati a voi stessi
L’acceleratore è composto, almeno nel nostro caso, di persone che investono direttamente in voi. Ci mettiamo in nostri soldi e il nostro tempo. Il ritorno dell’investimento, se accade, come abbiamo appena visto, accade dopo molto tempo: rispetto a 7 anni, i 4 mesi di percorso di accelerazione rappresentano il 5%. Nemmeno Pareto riuscirebbe a spiegare il fatto che per il restante 95% del tempo vi lasceremmo a voi stessi, privandovi volontariamente dell’aiuto necessario per arrivare all‘exit.

“Certo”, potreste dire voi, “rispetto al tempo, i soldi sono minima cosa! Perciò ci lasciate a noi stessi per minimizzare l’investimento di tempo e quindi anche le aspettative sulla nostra crescita!”

In effetti alcuni acceleratori funzionano così: pagano qualcuno per mettere quel 5% di tempo, e poi tanti saluti, “troverete altro aiuto lungo la vostra strada”.

Nel caso di 42xxl questo comportamento non è coerente con il nostro modello di business, e quindi di offerta: l’obiettivo dello stare assieme, gomito a gomito, nei 4 mesi di accelerazione, è proprio quello di porre le basi per un rapporto di lunga durata:
1. Acquisendo la capacità di lavorare assieme.
2. Apprendendo ad usare bene la sintassi della comunicazione, in modo che poi possa funzionare fluidamente anche in remoto. La sintassi è grossomodo questa

Incipit:

“Devo decidere su questo aspetto che secondo me è importante in questo momento [il tema della scelta].

Proposizione a:

“Secondo me le cose stanno così e così [assunzioni], ma non ho dati che lo dimostrano”;

Proposizione b:

“ho formulato queste ipotesi: Ipotesi 1, Ipotesi 2, Ipotesi 3…”

Proposizione c:

“che vorrei verificare attraverso questo esperimento: [descrizione esperimento]”.

Conclusione:

“Mi aspetto questi risultati per questo e quest’altro motivo [rappresentazione della realtà data dalle assunzioni]. Nel caso mi sbagliassi, devo rivedere le mie assunzioni, e mettere in discussione questo e quest’altro aspetto del mio modello di business” (che in effetti è il modo in cui il tuo business funzione nel modello di realtà che hai costruito sulle tue assunzioni).

3. Acquisendo lo stesso ‘codice della crescita‘, composto da milestone precise lungo l’IRL (Investment Readiness Level).

Si tratta di un modo di procedere tanto efficace quanto difficile da mettere in pratica. Se siamo bravi tutti, finisce che in quattro mesi questo modo di dialogare trasforma il vostro modo di agire e di pensare: così non toglierete mai il piede dall’acceleratore e macinare crescita diventerà la vostra abitudine.

Questo significa che vi troverete sempre ad avere a che fare con scenari nuovi, scelte complesse, decisioni inedite. In queste circostanze la ricerca del confronto, e la disponibilità a mettervi in discussione, sono essi stessi acceleratori di crescita. Noi saremo lì per offrirvelo, per aiutarvi a decidere cosa fare (costruendo esperimenti, valutandone i risultati), per valorizzarvi difronte a clienti, partner ed investitori. A partire dal round A, che si verifica ad IRL6, e che presumibilmente accade dopo 6-12 mesi di lavoro assieme.

Il fatto di avere acquisito un modo efficiente di comunicare, nei quattro mesi di programma, rende il lavoro assieme molto efficace ed efficiente anche quando non saremo fisicamente nello stesso ufficio.

Fino all’exit, appunto.

NB: Alcuni pensano che dopo il percorso di accelerazione possa esserci un altro percorso di accelerazione (magari più verticale, magari in un altro paese). Probabilmente scriveremo un secondo articolo a riguardo. Nel frattempo, leggete qui.

Ringrazio Marco Fontebasso, Alberto Giusti, Enrico Cattaneo e Cosimo Panetta per aver letto e rivisto quest’articolo.